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La III B alla redazione di Ascoli del Carlino

Foto di gruppo

Quale modo migliore per imparare il mestiere da giornalista se non andando a visitare la redazione di un giornale?

Questa professione è molto più impegnativa di quel che si può pensare ed è ciò che noi ragazzi della classe 3B abbiamo scoperto grazie all’uscita didattica effettuata lo scorso 25 gennaio ad Ascoli e programmata all’interno del nostro progetto di Alternanza scuola-lavoro “Dalla realtà alla scrittura” che prevede un’attività di tipo giornalistico in collaborazione con il mascalzone.it. Così ci siamo recati presso una delle poche redazioni di quotidiani a stampa (oltre che on line) rimaste attive sul nostro territorio, quella de il Resto del Carlino, tra i più antichi quotidiani italiani (nasce nel 1885), il più diffuso nelle Marche ed in Emilia Romagna.

Lì abbiamo incontrato Roberto Fiaccarini, caposervizio della redazione provinciale ascolana,che ce ne haaperto le porte, catturando la nostra attenzione con pillole di storia, curiosità e notazioni sul mestiere di giornalista; inoltre ci messi in guardia nei confronti del complesso fenomeno delle fake news che sulla rete si diffondono in modo esponenziale. Interessante è stata soprattutto la video ed audioconferenza a cui abbiamo assistito in diretta; ogni mattina, alle ore 10.50, i giornalisti delle diverse redazioni locali del Carlino si relazionano con la sede centrale di Bologna. È in questo momento, con lo scambio di informazioni che si andranno a sviluppare in seguito con la scrittura degli articoli e quindi la predisposizione delle pagine del giornale, che inizia la giornata tipo del giornalista. Un lavoro che spesso va avanti, tra continue modifiche dovute alle notizie che si susseguono, anche fino a tarda sera. Infine il dottor Fiaccarini, che ringraziamo per la sua accoglienza e disponibilità, ci ha fatto vedere come inserire in tempo reale una notizia nell’edizione on line del Carlino, ritagliando uno spazio per condividere, con foto e testo, il breve tempo trascorso dalla nostra classe in redazione.

Ma la visita ad Ascoli, svolta insieme alle professoresse Elena Cardola, tutor per l’attività Asl, Maria Agnese Sciocchetti e Federica Vallorani, è stato anche il momento per ammirare il patrimonio storico-culturale della città. Tra i luoghi più belli il teatro romano e la cattedrale di Sant’Emidio, patrono di Ascoli. Quest'ultima, a causa del terremoto che ha colpito il centro Italia, è in ristrutturazione, ma nonostante ciò è stato possibile scendere nella cripta, piena di mosaici e nella quale sono ospitate le tombe dei vescovi della città che si sono succeduti dal 1800 fino ad oggi. Una veloce sosta al Meletti ci ha consentito di accedere a uno degli storici caffè del posto, famoso per essere perfetto esempio dello stile liberty. È stata quindi un’occasione per visitare una città la cui bellezza spesso viene data per scontata da noi marchigiani a causa dell’ estrema vicinanza ma che in realtà è una delle mete più rilevanti anche grazie alla sua famosa Piazza del popolo.

GALLERIA FOTOGRAFICA

 

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