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Le microplastiche: il nemico "invisibile" del mare e dell’uomo

Foto di gruppo

Una ricerca innovativa sull’inquinamento delle acque marine è il tema che il nostro Liceo ha scelto di approfondire aderendo all’iniziativa  promossa dal MIUR “La settimana della cultura scientifica e tecnologica”;  grazie alla consolidata collaborazione con l’Università di Camerino, giovedì 31 gennaio, la dottoressa Martina Capriotti, laureata in biologia marina, ha presentato agli studenti delle classi quarte gli effetti sull'ambiente marino dovuti all’inquinamento da microplastiche e da contaminazione chimica.

La ricercatrice, che ha nel suo curriculum studi di ecotossicologia in Norvegia dove ha studiato gli effetti di alcuni inquinanti ambientali e che  durante il dottorato presso l’Università di Camerino ha ampliato queste ricerche, recentemente è stata premiata, unica italiana,  al National GeographicFestival delle Scienze di Roma per un suo progetto innovativo sul monitoraggio e la salvaguardia degli oceani ed è stata nominata ambasciatrice di Sky Ocean Rescue, un’istituzione che, insieme a National Geographic, interviene per la riduzione dell’inquinamento marino. 

La dottoressa Capriotti ha, fin da subito, coinvolto studenti e docenti nella sua ricerca sulle microplastiche, i frammenti di plastica di dimensioni minori di cinque millimetri, la cui pericolosità è collegata anche agli inquinanti sversati nel mare che, per il loro carattere idrofobico, tendono ad aderire alla superficie della plastica.

Il suo studio, destinato a valutare lo stato di salute del nostro mare Adriatico, le permetterà di identificare le sostanze inquinanti e anche i loro effetti sul metabolismo cellulare, sul sistema endocrino e sulla fisiologia degli organismi.

L’incontro ha messo in luce quanto un serio approccio scientifico al problema ambientale, e a quello delle acque in particolare, risponda all’esigenza di stimolare curiosità e passione per le materie scientifiche, ma anche sottolinei l’urgenza di fare ricerca e trovare soluzioni adeguate.

La sua presenza nel nostro Liceo, di fronte a un pubblico attento, è stata l’occasione per veicolare, oltre che nuove conoscenze sulle microplastiche, anche il paradigma di una nuova cultura che indirizzi le scelte, anche quelle quotidiane, verso la sostenibilità ambientale, attraverso comportamenti che riducano l’uso della plastica, non solo per salvaguardare gli oceani e proteggere l’ambiente nella sua naturale bellezza, ma anche perché ciò è indifferibile per la nostra salute.

Collage foto

 

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